
Volterra "città del vento e del macigno" come l'ha definita D'Annunzio, appare al turista che arriva su per le sue tortuose strade fiancheggiate da severi cipressi, come un "transatlantico" in mezzo a un mare verde cupo. » il verde scuro della natura selvaggia che la circonda dove le mura, le torri, i palazzi di pietra sono come racchiusi da una barriera di boschi di querce e lecci che a loro volta nascondono castelli diroccati, antiche rocche di avvistamento, sperdute case di caccia degli antichi nobili volterrani.
Volterra è una delle città più belle della Toscana in quanto vanta oltre tremila anni di storia con testimonianze etrusche, romane, medioevali e rinascimentali. Queste testimonianze storiche si possono ammirare non solo per le strade di Volterra ma anche nei suoi musei, nelle sue tombe etrusche, nel suo Teatro Romano, nella sua poderosa cinta muraria. Volterra si erge su un colle di 550 metri e da questo domina tutta la valle del Cecina fino al mare. Per la sua posizione equidistante dal mare e dalle altre città d'arte della Toscana come San Gimignano, Siena, Firenze, Pisa, Lucca, è molto apprezzata da chi vuole una vacanza dedicata alle città d'arte e dove in pieno relax si possono percorrere in auto, in moto o in bicicletta fantastici itinerari immersi in una natura selvaggia e incontaminata come la foresta di Berignone, il Monte Voltraio tra gole e dirupi, le Balze che offrono uno spettacolo unico al mondo.
Passeggiando per Volterra al turista sembra di trovarsi in un museo a cielo aperto, specialmente quando durante la "settimana medioevale" (in pieno agosto) gli abitanti indossano gli abiti d'epoca e nelle strade si rievocano le arti e i mestieri di quel tempo.
Per gli amanti della cucina sono da segnalare la sagra del cinghiale e la sagra del tartufo (tra fine ottobre e i primi giorni di novembre) oltre alle numerose specialità enogastronomiche volterrane: pappardelle al cinghiale o alla lepre o quelle divine al colombaccio, la zuppa alla volterrana, il cinghiale con le olive, il capriolo arrosto o alla griglia oppure, piatto speciale che pochi sanno fare, il "cinghiale o la lepre in dolce e forte".
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